Consigli per l’estate da Tokyo
La prossima settimana, quando anche l’ultimo reattore sarà spento per manutenzione, per il Giappone sarà la prima volta da quarant’anni senza energia nucleare. Per prevenire la carenza di elettricità nei torridi mesi estivi il premier, Yoshihiko Noda, ha pensato a black out programmati e alla possibilità di riavviare almeno la centrale nucleare di Oi, andando contro il parere del sindaco della città e scontrandosi con i movimenti e con la stampa antinuclearista.
8 AGO 20

La prossima settimana, quando anche l’ultimo reattore sarà spento per manutenzione, per il Giappone sarà la prima volta da quarant’anni senza energia nucleare. Per prevenire la carenza di elettricità nei torridi mesi estivi il premier, Yoshihiko Noda, ha pensato a black out programmati e alla possibilità di riavviare almeno la centrale nucleare di Oi, andando contro il parere del sindaco della città e scontrandosi con i movimenti e con la stampa antinuclearista. Oggi la stampa di Tokyo si affanna nel dare consigli all’amministrazione per non fare soffrire il caldo ai giapponesi senza però riaccendere i reattori.
Viene da ricordare quanto fu sbeffeggiato l’anno scorso il governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara, quando propose di spegnere almeno tutte le macchinette distributrici di cibo sparse per il paese: “Qui c’è un’emergenza e Ishihara pensa alle macchinette”, scrissero i giornali. Adesso però si sono accorti che cinque milioni di distributori consumano complessivamente tre gigawatt di potenza, quanto produceva tutta la centrale nucleare di Fukushima gestita dalla società Tepco – che nel frattempo si è impegnata a ridurre la domanda di energia di quattrocentomila kilowatt nel 2012. Ieri il Mainichi Shimbun, quotidiano filo Partito democratico e antinuclearista, in un suo editoriale plaudeva all’iniziativa della prefettura di Tokyo di distribuire batterie di riserva gratis ai cittadini, dopo che l’anno scorso erano state prese tutte dagli ospedali e dalle cliniche: “Se siamo in grado di trascorrere questa estate facendo funzionare varie strategie di risparmio energetico, avremo la fiducia necessaria per fare un grande passo verso una società senza nucleare”.
L’energia nucleare soddisfava circa il trenta per cento del fabbisogno di elettricità del Giappone. Dall’11 marzo del 2011 si trova a fronteggiare una crisi senza precedenti e decisamente ostile a un modello di business che è basato su alta tecnologia e digitale. Secondo le stime, se questo agosto sarà simile a quello del 2010 – memorabile per le temperature elevate – ci sarà una carenza di energia pari allo 0,4 per cento in tutto il paese, che aumenterà a 16,3 per cento nelle zone che erano servite dalla Tepco.